Facebook, la Madre dei Data Breach

Christian Saviane

Christian Saviane

Il caso Cambridge Analytica - Facebook è di nuovo oggetto di accuse e critiche su come gestisce i dati degli utenti.

Facebook, la Madre dei Data Breach

Nel fine settimana del 17-18 Marzo 2018 alcune testate giornalistiche americane tra le quali in prima fila il Guardian e New York Times hanno pubblicato svariati articoli e fonti che dimostrano l'uso scorretto dell'enorme quantità di dati condivisi da Facebook a Cambridge Analytica, un'azienda partner per la consulenza strategica in ambito Digital Marketing.

La vicenda non è interessante solo perché dimostra – ancora una volta – quanto Facebook fatichi a tenere sotto controllo il modo in cui vengono condivisi ed utilizzati i dati sugli utenti, ma anche perché è dimostrato che Cambridge Analytica ha avuto importanti rapporti con alcuni dei più stretti collaboratori di Donald Trump, soprattutto ma non solo durante la campagna elettorale statunitense del 2016 che lo ha poi visto vincitore. La storia ha molte ramificazioni e ci sono aspetti da chiarire, compreso l’effettivo ruolo di Cambridge Analytica ed eventuali suoi contatti con la Russia e le iniziative per condizionare le presidenziali statunitensi e il Referendum su Brexit nel Regno Unito.

Una riflessione nasce spontanea:

  • Se i Data Breach capitano anche ai colossi come Facebook e relative aziende collaboratrici qualificate dove ci si aspetta un'adeguata etica, professionalità e capacità di gestione dei dati personali nonché protezione e sicurezza dell'infrastruttura tecnologica, a maggior ragione, quali garanzie possono offrire le piccole e medie imprese?
  • I dati personali raccolti in anni di attività dove vanno a finire effettivamente, ma sopratutto come vengono utilizzati dalle imprese e chi ne ha veramente completo accesso?
  • Esiste un percorso per formare in modo sostenibile le imprese e professionisti che trattano i dati piuttosto che un processo per l'evangelizzazione degli utenti circa la consapevolezza e il rischio derivante dal rilascio dei propri dati personali?
  • Inchieste del Guardian e del New York Times hanno rivelato che una società di consulenza politica di Londra, la Cambridge Analytica, ha usato senza autorizzazione un’enorme quantità di dati prelevati da Facebook. Quella società ha effettuato una meticolosa profilazione di 50 milioni di statunitensi e ha venduto i dati ai suoi clienti. Non si è tecnicamente trattato di spionaggio: CA ha acquistato i dati da un’app, Thisisyourdigitallife, cui gli utenti li avevano ceduti per poter accedere. Il punto è che le condizioni di servizio di Facebook vieterebbero la compravendita di quei dati tra app e società di consulenza. Secondo la talpa dei due quotidiani, Facebook sapeva di questo uso improprio da almeno due anni, ma non avrebbe fatto nulla per bloccarlo.
    Corriere della Sera
    http://www.corriere.it/politica/cards/i-dati-prelevati-facebook-cosa-successo-perche-c-entra-trump-crollo-borsa/che-cos-successo-esattamente_principale.shtml